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(24/12/2007) Terminillo: una montagna di promesse
(07/01/2008) Prima Integrazione
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(24/12/2007) Terminillo: una montagna di promesse
Ormai ci siamo, fra pochi giorni, come ogni anno, e ormai da troppi anni, inizieranno le rituali litanie natalizie sul declino del Terminillo, tanto scontate quanto, purtroppo, giustificate. Ancora una volta l'ex "Montagna di Roma", quella che fino agli anni '60 era la "Cortina del Sud", avrà dimostrato di non essere in grado di competere in alcun modo non solo con le inarrivabili località sciistiche alpine, ma anche con le dirette "concorrenti" del vicino Abruzzo. E in modo altrettanto scontato ed immutabile, subito dopo le festività queste litanie scemeranno, per ripresentarsi, sempre uguali a sè stesse, con i panettoni del Natale successivo; fra un mese il disastro del Terminillo resterà confinato alle chiacchierate fra coloro che ancora amano questa splendida montagna ostinandosi a sperare che possa ancora avere un futuro, e le piste accoglieranno malinconicamente le scolaresche reatine in settimana bianca e i soliti sciatori irriducibili.
E' la speranza forse illusoria di riuscire a spezzare questo circolo vizioso che ha spinto molti utenti e visitatori del forum www.terminillo.org ad inviare una e-mail a coloro che hanno in mano il destino del Terminillo. (Non è stato possibile, come sarebbe stato opportuno, inviare l'e-mail alla Società Funivia del Terminillo, in quanto il sito www.terminillo.it, che è l'unico che contiene informazioni ufficiali su tale società, oltre a non essere aggiornato dal 2002, non fornisce alcun indirizzo di posta elettronica). Da quando questo forum ha fatto la sua comparsa in rete oltre un anno e mezzo fa, i suoi utenti hanno sempre dimostrato una costante attenzione per i problemi del Terminillo, quindi, anche se che tale iniziativa è stata attuata in questi giorni, non si deve pensare che essa rientri fra le suddette "litanie natalizie" di circostanza, essendo invece strettamente legata all'importante periodo che le vicende relative al Terminillo stanno attraversando; a tale proposito va anche precisato che quando parliamo di "Terminillo", ci riferiamo ad entrambi i versanti della montagna, nella convinzione che un vero rilancio sia possibile soltanto attraverso la visione del Terminillo come un'unica realtà ed il superamento delle divisioni che hanno contribuito a determinare l'attuale situazione.

I problemi che affliggono il Terminillo sono innumerevoli e delle nature più svariate, ma è nostra opinione che per comprendere le cause del declino sia sufficiente risalire alla vocazione turistica originaria; il Terminillo è nato ed ha vissuto i suoi momenti migliori come stazione sciistica, quindi qualsiasi intervento che si proponga di porre fine alla decadenza senza tenere conto di questo fattore è destinato inevitabilmente a fallire; soltanto attraverso un sostanziale potenziamento ed ammodernamento dell'offerta di impianti di risalita e di piste da discesa si potrà rendere di nuovo competitiva questa montagna garantendo un flusso turistico rilevante per cinque mesi l'anno che farebbe da traino per la nascita di nuove attività ed iniziative che avrebbero ricadute estremamente positive anche sul turismo estivo.
La situazione economica della provincia di Rieti è tristemente ben nota, ed è ormai chiaro come sia inutile farsi illusioni su una ripresa industriale, la principale risorsa produttiva sulla quale occorre investire per il futuro del territorio è il turismo. In questo settore i maggiori vantaggi per l'economia e l'occupazione potrebbero derivare proprio da un rilancio del Terminillo; il potenziale bacino di utenza della località è di proporzioni decisamente notevoli, comprendendo, oltre Roma ed il resto del Lazio, almeno l'intera Umbria e i comparti meridionali di Toscana e Marche, senza trascurare lo stesso Abruzzo, in particolare l'aquilano e il teramano. Secondo un'indagine di mercato (disponibile all'indirizzo www.leonessa.org/2006/comitato/index.htm) nella sola regione Lazio i praticanti di sport invernali sono quasi 250.000, e ogni anno passano circa 3 milioni di giornate sugli impianti; purtroppo l'enorme volume di affari disponibile viene in gran parte esportato verso altre regioni, in particolare verso l'Abruzzo (circa il 70%), mentre meno di 400.000 giornate neve (pari appena al 13%) rimangono nei confini regionali. Siamo evidentemente di fronte ad una situazione paradossale che dimostra l'assoluta incapacità della Regione Lazio di gestire le risorse del proprio territorio.

Va anche detto che a nostro avviso i benefici apportati dall'ampliamento del bacino sciistico giustificherebbero ampiamente l'inevitabile impatto ambientale dei nuovi impianti; nessuno di noi desidera trasformare il Terminillo in una montagna disboscata coperta di piloni e funi, anzi è nostra opinione che la tutela dell'ambiente sia uno dei punti cardine degli interventi da attuare, al fine di preservare le indiscutibili attrattive paesaggistiche della montagna; in tal senso riteniamo che l'ampiezza degli spazi disponibili, in particolare sul versante Nord, consentirebbe un adeguato sviluppo del comprensorio in modo assolutamente compatibile con il rispetto dell'ambiente.

Purtroppo negli ultimi anni la tendenza è stata diametralmente opposta rispetto a quella da noi auspicata; mentre sul versante leonessano l'offerta di strutture per la pratica degli sport invernali è rimasta sostanzialmente immutata (rimanendo peraltro su livelli inadeguati), su quello reatino essa ha subito una costante ed inesorabile diminuzione, come risulta evidente confrontando lo stato degli impianti di risalita di non molti anni fa con quello attuale:
1. sciovia "Togo" - sostituita con un tapis roulant lungo meno di un terzo dell'impianto originale
2. sciovia doppia "Terminilluccio" - sostituita con una seggiovia quadriposto
3. sciovia "Cardito Sud" - sostituita con una seggiovia biposto
4. sciovia "Carbonaie" - sostituita con una seggiovia biposto
5. seggiovia monoposto "Terminilletto" - chiusa nella stagione invernale
6. sciovia "Cardito Nord" - chiusa
7. sciovia "Colle di Mezzo" - chiusa
8. sciovia "Terminilluccio Est" - chiusa
9. sciovia "Campo Fiorito" - chiusa
10. sciovia "Scampetti" - chiusa
11. sciovia "dell'Anello" - chiusa

(Nell'elenco è stata volutamente omessa la funivia del Terminilluccio in quanto la sua posizione la rende sostanzialmente inutilizzabile come impianto di risalita).

Le proporzioni della "catastrofe impiantistica" appaiono peraltro ancora più chiare osservando le seguente cartina che mostra un'animazione del versante reatino come avrebbe potuto essere e come è attualmente.



In sostanza nel giro di pochi anni siamo passati da 11 impianti con circa 25 km di piste (i 40 km tanto "sbandierati" non sono in realtà mai esistiti), a 4 impianti con circa 10 km di piste, il tutto mentre le stazioni "concorrenti" abruzzesi non facevano che ampliare e ammodernare le proprie strutture.

Le responsabilità di questa autentica ecatombe sono a nostro avviso riconducibili in larghissima parte alla Società Funivia del Terminillo che ha avuto in gestione gli impianti negli ultimi decenni (ad eccezione del n° 7 e del n° 11, peraltro di modesta rilevanza); tale società si è inoltre distinta per i seguenti "meriti":
- inutilizzo della seggiovia e delle piste del Monte Terminilletto, che per i dislivelli superiori ai 600 m e la lunghezza e la qualità tecnica dei tracciati hanno pochissimi rivali nell'intero Appennino, e che da sole, se adeguatamente sfruttate, avrebbero potuto quantomeno consentire al Terminillo di restare a livelli di competitività accettabili;
- mancata sostituzione dello skilift "Cardito Nord", chiuso già dallo scorso inverno a causa della scadenza della vita tecnica, con conseguente perdita dell'ottima pista omonima e della spettacolare discesa della Valle dell'Inferno;
- sostituzione dello skilift "Togo" con un brevissimo ed inadeguato tapis roulant che, oltre ad essere un pessimo "biglietto da visita" per il comprensorio (del quale è ormai l'unico punto di accesso), non consente più agli sciatori di usufruire agevolmente delle piste Togo e Ramazzotti, costringendoli inoltre a percorrere uno strettissimo e pericoloso "sentierino" per valicare la Sella del Vento;
- totale incapacità di garantire un'adeguata battitura delle piste;
- inutilizzo del peraltro totalmente inadeguato impianto di innevamento artificiale;
- mancata manutenzione estiva delle piste che risultano pertanto infestate da arbusti e pietre vaganti;
- scarsissimo impegno nella messa in sicurezza delle piste, con conseguenti incidenti per gli utenti e frequente chiusura delle piste stesse;
- mancata installazione di una adeguata segnaletica sulle piste;
- totale assenza di promozione pubblicitaria e di comunicazione via Internet;
- costo degli skipass assolutamente sproporzionato rispetto ai servizi offerti;
- infine, novità di quest'anno, mancata prevendita promozionale degli abbonamenti stagionali, che pertanto potranno essere acquistati soltanto al prezzo intero di 420 € che risulta del tutto fuori mercato se si considerano le tariffe di altri comprensori di livello notevolmente superiore: Campo Felice 420 € (285 € in prevendita); Consorzio Alto Sangro (Roccaraso, Rivisondoli, Pescocostanzo, Pescasseroli, Barrea) 440 €; Dolomiti Superski 650 € (590 € in prevendita).

Da quanto detto deriva la nostra convinzione che l'attuale gestione degli impianti abbia irrimediabilmente dimostrato di non essere in grado di attirare flussi turistici al Terminillo; chiediamo pertanto che i Comuni di Rieti, Micigliano e Cantalice provvedano ad attivare al più presto ogni possibile procedura per la revoca delle concessioni alla Società Funivia del Terminillo, assumendosi, se necessario, in prima persona la responsabilità di garantire la continuità dell'esercizio degli impianti fino all'assegnazione delle concessioni stesse a soggetti che siano in grado di offrire un servizio di qualità adeguata.

D'altra parte il problema del rilancio del Terminillo non può essere pienamente risolto con il miglioramento della gestione degli impianti del versante reatino; come già detto, è indispensabile un consistente ampliamento del bacino sciistico, attuato sia mediante il collegamento degli impianti già presenti sui due versanti sia mediante la creazione di nuovi impianti sul versante Nord che è in grado di offrire piste di qualità elevatissima e condizioni di innevamento ottimali.
In questo caso le responsabilità del totale immobilismo degli ultimi decenni ricadono, ovviamente a diverso titolo, su tutte le amministrazioni di ogni orientamento che si sono succedute alla guida della Provincia di Rieti e dei Comuni nei quali ricade il massiccio del Terminillo, con l'unica eccezione del Comune di Leonessa che, anzi, si è distinto non solo per aver salvato dalla chiusura gli impianti di Campo Stella acquistandoli e facendosi carico della loro gestione, ma anche per essere stato promotore di un validissimo progetto di espansione sul versante Nord.

Le responsabilità dei Comuni sono molteplici, ma essenzialmente riconducibili ai seguenti aspetti:
- totale incapacità di trovare un accordo per adottare una strategia condivisa di sviluppo del Terminillo, al contrario si sono spesso evidenziati profondi contrasti dettati da piccoli interessi campanilistici;
- attuazione di interventi isolati e marginali, mai finalizzati al miglioramento dell'offerta sciistica;
- mancata vigilanza sulla qualità della gestione degli impianti dati in concessione dai Comuni stessi alla Società Funivia del Terminillo.

Ancora più gravi risultano le responsabilità "storiche" delle varie amministrazioni provinciali; per decenni il Terminillo è stato visto soltanto come mezzo di propaganda elettorale attuata attraverso "promesse" mai mantenute e senza alcun reale interesse per il rilancio turistico. Già nel 1974 si favoleggiava di un progetto, probabilmente sovradimensionato e presto caduto nel dimenticatoio, che avrebbe portato il Terminillo ad avere 94 km di piste (in questo forum se ne è parlato nella pagina www.terminillo.org/forum/viewtopic.php?t=50&postdays=0&postorder=asc&start=60), ma probabilmente la vicenda più scandalosa è quella del collegamento fra gli impianti di Pian de' Valli e Campo Stella (il cosiddetto "scavalco"). Da tempi ormai immemorabili la Provincia di Rieti "promette" la realizzazione di questa opera, al punto da prevedere ogni anno nel proprio bilancio una cifra di 500 milioni di lire destinata a tale scopo, cifra che ovviamente non è mai stata utilizzata e che, mentre a suo tempo sarebbe stata sufficiente, oggi, ormai convertita in euro, dà soltanto una malinconica sensazione di abbandono e rassegnazione. Eppure lo scavalco sarebbe stato un'opera di realizzazione abbastanza agevole, richiedendo soltanto due seggiovie in zone quasi prive di vegetazione, un'opera che avrebbe consentito uno sviluppo congiunto dei due versanti con la creazione di un unico comprensorio dotato di circa 35 km di piste, un'opera che in qualsiasi altro luogo sarebbe stata realizzata da decenni.

In questo quadro sconfortante si è inserita da pochi anni una variabile imprevista, la società ISIC ha presentato, su mandato del Comune di Leonessa, un progetto per la realizzazione di nuovi impianti in Vallonina, progetto che la Provincia di Rieti, dopo averne chiesto ed ottenuto un sostanziale ridimensionamento (da 21 a 10 nuovi impianti), ha accolto ed integrato nel proprio "Programma degli interventi per il paesaggio nel comprensorio del Terminillo", successivamente a sua volta inserito nel più ampio "Programma Integrato Montepiano Reatino" presentato lo scorso 16 luglio, nel quale per la prima volta il progetto ISIC entra ufficialmente a far parte dei programmi della Provincia di Rieti.
A nostro avviso il progetto ISIC risulta una proposta di altissimo livello, elaborata nel massimo rispetto possibile per l'ambiente grazie all'adozione delle più avanzate tecniche di ingegneria naturalistica e architettura paesaggistica, che consentirebbe di aggiungere al comprensorio quasi 18 km di piste di ottima qualità tecnica, perfettamente esposte ed innevate; in sostanza si tratterebbe del vero salto di qualità che consentirebbe al Terminillo di divenire ampiamente competitivo con tutte le migliori località sciistiche dell'intero Appennino.
Non può inoltre assolutamente essere trascurato il fatto che il progetto sarebbe interamente realizzato con fondi privati, non gravando in alcun modo sui bilanci delle amministrazioni che, anzi, non potrebbero che trarne vantaggio.

Simulazione del Progetto ISIC

Cliccare sull'immagine per ingrandirla.

Oltre al progetto ISIC il Programma della Provincia di Rieti prevede il completo ammodernamento degli impianti di Pian de' Valli e di Campo Stella, lo scavalco ed il collegamento con il versante di Cantalice per un totale di oltre 55 km di piste, rimboschimenti compensativi su aree pari a dieci volte quelle disboscate, un forte incremento della rete dei rifugi montani, la costruzione di paravalanghe, di nuove vie di accesso e di un parcheggio sotterraneo; ma soprattutto il Programma prevede l'istituzione di un Parco Regionale di 12.300 ettari che garantirebbe l'impossibilità di speculazioni edilizie, l'armonizzazione della gestione del territorio, la creazione di ulteriori posti di lavoro, il miglioramento dell'offerta turistica estiva e l'accesso ai fondi dell'Unione Europea.
Cliccando sul seguente link è possibile scaricare una simulazione video (realizzata dall'amministratore di questo forum) che mostra quale sarebbe l'offerta di piste ed impianti se venissero realizzati lo scavalco ed il Progetto ISIC:
Video 3D (8.6Mb): una possibile nuova skiarea per il Terminillo!

Il Programma della Provincia, se attuato integralmente, sarebbe a nostro parere la "soluzione perfetta" in grado di armonizzare le esigenze della protezione ambientale e quelle dello sviluppo sciistico rilanciando il Terminillo come stazione turistica nell'intero arco dell'anno dopo decenni di totale immobilismo; ma purtroppo la Regione Lazio nella propria Legge Finanziaria per l'anno 2006 ha abrogato una norma approvata dalla precedente amministrazione regionale che concedeva una deroga al divieto di abbattere alberi per la costruzione di impianti di risalita. Il provvedimento adottato dalla Regione ha di fatto bloccato non solo l'iter dell'intero Programma della Provincia di Rieti, ma anche qualsiasi possibilità di ammodernamento degli impianti di risalita già esistenti non solo al Terminillo, ma nell'intero Lazio.
La ferma opposizione a questo provvedimento da parte della popolazione leonessana e della larghissima maggioranza delle forze politiche e sindacali della provincia di Rieti ha portato, lo scorso 31 luglio, all'approvazione da parte del Consiglio Regionale del Lazio di un ordine del giorno presentato dai consiglieri reatini, che impegnava la Regione ad adottare "in tempi brevissimi" i provvedimenti legislativi necessari a sbloccare il Programma della Provincia di Rieti; tuttavia di questa ennesima "promessa" non si è più saputo nulla, spingendo pochi giorni fa il Comune di Leonessa ad annunciare la convocazione per il prossimo 30 gennaio di un Consiglio Comunale che avvierà la procedura per richiedere l'aggregazione di Leonessa all'Umbria. Sulla spinta di questa estrema forma di protesta, nella seduta del 18 dicembre il Consiglio Regionale del Lazio ha approvato un emendamento al DPEFR (Documento di Programmazione Economica e Finanziaria Regionale), presentato dall'opposizione e votato anche da alcuni esponenti della maggioranza, fra i quali i consiglieri eletti in provincia di Rieti, che impegna in modo ancora più incisivo la Regione Lazio ad affrontare la questione del rilascio delle autorizzazioni necessarie per la realizzazione dei nuovi impianti in Vallonina.

Il Terminillo si trova quindi in un momento forse confuso, ma decisamente cruciale della sua storia, un momento in cui è indispensabile riuscire a trasformare le "promesse" in fatti concreti, cosa che ci spinge ad avanzare ulteriori e probabilmente più importanti richieste ai politici dai quali dipende il destino di questa montagna; in particolare chiediamo:

- al Presidente e alla Giunta della Regione Lazio di attivarsi con la massima sollecitudine affinchè venga rispettato l'impegno assunto dalla Regione tramite l'ordine del giorno del 31 luglio 2007, il quale assume rilevanza ancora maggiore dopo l'approvazione dell'emendamento al DPEFR del 18 dicembre 2007 la cui valenza politica non deve essere ignorata nè aggirata, giungendo all'approvazione del Programma per il Terminillo della Provincia di Rieti, ed in particolare del Progetto ISIC, entro il 30 gennaio 2008, al fine di evitare che il Comune di Leonessa avvii le procedure per il passaggio all'Umbria e di consentire all'economia reatina di beneficiare di un investimento privato di proporzioni tanto rilevanti;

- ai Consiglieri Regionali eletti in Provincia di Rieti di continuare a sostenere, in modo compatto e "trasversale" rispetto agli schieramenti politici, ogni atto del Consiglio volto ad agevolare ed accelerare l'iter per l'approvazione del Programma per il Terminillo della Provincia di Rieti;

- al Presidente e alla Giunta della Provincia di Rieti di continuare ad impegnarsi a tutti i livelli per sollecitare l'approvazione da parte della Regione Lazio del Programma Integrato Montepiano Reatino nella sua interezza, in particolare per quanto riguarda lo sviluppo degli impianti sciistici su entrambi i versanti del Terminillo e l'istituzione del Parco Regionale;

- ai Sindaci dei Comuni nei cui territori ricade il Terminillo di appoggiare in modo unitario il Programma per il Terminillo della Provincia di Rieti che, al di là degli interessi particolari, non può che apportare ricadute positive sulle condizioni economiche ed occupazionali delle popolazioni dei Comuni stessi.

Terminillo.ORG Staff - 24/12/2007
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(07/01/2008) Prima Integrazione
Ci vediamo nostro malgrado costretti ad integrare questa pagina in seguito a quanto accaduto nei giorni immediatamente precedenti il Natale presso il Consiglio Regionale del Lazio.

In sede di discussione della Finanziaria Regionale l'opposizione ha presentato un ulteriore emendamento che avrebbe consentito di sbloccare positivamente la situazione del Terminillo in modo praticamente immediato, in particolare per quanto riguarda il rilascio delle autorizzazioni per la costruzione dei nuovi impianti di risalita sul versante Nord, ma diversamente da quanto accaduto soltanto pochi giorni prima per il precedente emendamento al DPEFR approvato il 18 dicembre, in questa occasione l'accordo "trasversale" fra i consiglieri regionali reatini si è spezzato, e i due esponenti di maggioranza, Anna Maria Massimi e Mario Perilli, sconfessando di fatto la loro precedente scelta, non hanno votato questo fondamentale emendamento che non è stato quindi approvato infliggendo ancora una volta un duro colpo a qualsiasi speranza di rilancio del Terminillo.
Non si può infatti assolutamente ignorare il fatto che con il suo NO a questo emendamento la Regione Lazio non solo sta bloccando il progetto ISIC finanziato interamente con fondi privati, ma sta impedendo anche il semplice e ormai irrinunciabile ammodernamento degli impianti e piste esistenti (in primo luogo la Cardito Nord e la seggiovia di arroccamento di Campo Stella), la realizzazione dell'importantissimo collegamento fra Pian de' Valli e Campo Stella promesso da decenni, e, incredibile ma così è, anche l'istituzione del Parco Naturale.

Riteniamo quindi che la Regione stia bloccando di fatto ogni intervento su un territorio ormai giunto allo stadio terminale di una malattia mortale che necessita di interventi d'urgenza mirati a debellare il male e non i suoi sintomi, come attualmente si sta facendo con la costruzione della piscina coperta a Pian de' Valli. Ribadiamo che a nostro avviso gli interventi da attuare non possano invece che essere imperniati sull'ampliamento dell'offerta di strutture dedicate alla pratica degli sport invernali. Come fatto intendere dal Consigliere Regionale Perilli, la Regione ritiene che questi interventi siano incompatibili con i vincoli imposti da SIC e ZPS, la Provincia di Rieti è invece di tutt'altra opinione; è giunto il momento di chiarire ufficialmente una volte per tutte e in tempi brevissimi questa stucchevole diatriba, e auspichiamo fortemente che la decisione sia quella favorevole alla sopravvivenza del Terminillo.
Per il momento non possiamo far altro che constatare come il comportamento attuale della Regione Lazio e dei suoi consiglieri reatini di maggioranza dimostri palesemente e per l'ennesima volta la volontà di non fare tentando di scaricare le responsabilità dalla proprie spalle nascondendo la testa sotto la terra come gli struzzi... terra ormai divenuta melmosa come la palude di leggi e vincoli paesaggistici nella quale stanno affondando le speranze di rilancio del Terminillo.

Esprimiamo pertanto il nostro totale dissenso nei confronti dell'operato della Regione Lazio, e in particolare dei consiglieri Massimi e Perilli, invitando questi ultimi ad adottare in futuro scelte ed atteggiamenti che dimostrino la loro volontà di anteporre gli interessi delle popolazioni che rappresentano rispetto a quelli dettati dalla "convenienza" politica.

Dobbiamo inoltre constatare, non senza sorpresa, la totale assenza di reazioni da parte della Giunta Provinciale di Rieti, che ha visto di fatto il proprio Programma per il Terminillo sconfessato non soltanto dalla Regione Lazio, ma anche dai consiglieri regionali Massimi e Perilli, pur appartenendo questi allo stesso schieramento che esprime l'attuale maggioranza provinciale.
Chiediamo pertanto alla Giunta Provinciale di Rieti, e in particolare al Presidente Melilli e al Vicepresidente Giocondi, di dimostrare nei fatti di aspirare realmente alla realizzazione del proprio Programma per il Terminillo.

Esprimiamo invece il nostro appoggio alle forze sindacali che hanno evidenziato come la Finanziaria Regionale per il 2008 sia del tutto insoddisfacente per la provincia di Rieti, e in particolare per il rilancio del Terminillo; con il loro dissenso i sindacati hanno dimostrato di aver compreso il ruolo strategico che il turismo invernale può svolgere nel difficilissimo momento economico e occupazionale che la provincia di Rieti sta attraversando.

Un ulteriore aggiornamento è purtroppo (ma prevedibilmente) necessario relativamente all'altra questione che avevamo sollevato riguardo al declino del Terminillo: la fallimentare gestione degli impianti di Pian de' Valli.
Proprio in occasione delle festività natalizie appena concluse la Società Funivia del Terminillo ha infatti dato prova per l'ennesima volta della propria totale inadeguatezza e incapacità. I turisti giunti al Terminillo hanno avuto a loro disposizione soltanto i due impianti per principianti: il tapis roulant "Togo" e la seggiovia "Carbonaie", mentre la nuova seggiovia del Terminilluccio è rimasta chiusa nonostante la presenza di un discreto innevamento sulle piste "Giusti" e, soprattutto, "Cinzano". E' nostra opinione, motivata anche da un apposito sopralluogo, che sarebbe stato possibile rendere agibili entrambe queste piste, che ormai costituiscono le uniche reali attrattive per gli sciatori, con un piccolo lavoro di preparazione ed eventualmente con un limitato utilizzo del pur inadeguato impianto di innevamento artificiale, che sarebbe stato ampiamente possibile grazie alle favorevoli condizioni climatiche. La Società Funivia ha invece preferito seguire la consueta miope e intollerabile logica del "minimo sforzo", dando un ulteriore gravissimo colpo all'economia e all'immagine del Terminillo.
Ribadiamo quindi ancora con maggior forza la nostra convinzione: l'attuale gestione degli impianti è un problema strutturale del Terminillo che va eliminato alla radice nel più breve tempo possibile mediante la revoca delle concessioni.

Terminillo.ORG Staff - 07/01/2008
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Un piccolo estratto della "Raccolta documenti per Archivio" di Terminillo.ORG a tutti disponibile
La proposta della provincia di Rieti:
PROGETTO DI TERRITORIO
PROGRAMMA INTEGRATO DI SVILUPPO DEL MONTEPIANO REATINO
Video: La nuova skiarea del Terminillo in 3D

1990:
Legge Regionale N. 62

1996:
GENNAIO:
Carichi e Sovraccarichi
LUGLIO:
Carichi e Sovraccarichi

2004:
GENNAIO:
Lo Sci parla Francese
DICEMBRE:
Trancassini Vs. Lorenzetti
Piani Paesistici
B.U.R.L N° 34

2005:
Il Programma di Marrazzo per la Provincia di Rieti

2006:
APRILE:
Fondi DOCUP
MAGGIO:
Dimissioni Melilli
GIUGNO:
Melilli Vs. Trancassini
Consiglio Provinciale
Programma Interventi Paesaggio Terminillo
OTTOBRE:
Protesta a Roma

2007:
GENNAIO:
Impianti Sciistici
Riunione Sindaci
Riunione presso il Comune di Leonessa
Comitato Campo Stella
FEBBRAIO:
Cardito Nord - Atto primo
Cardito Nord - Atto secondo
Esposto CAI
Risposta del Ministero dei beni Culturali
APRILE:
Giocondi
Abrogazione Regolamento "Taglio Boschi"
MAGGIO:
Amministrative
La Montagna di Roma
Carta per Rieti
Papalia ed il Terminillo
Trancassini Polemico con i Verdi
Bonelli ed il Terminillo
Il Centro-Sinistra non è Diviso sul Terminillo
GIUGNO:
Rauco a Marrazzo
LUGLIO:
Adottato il PTPR
AGOSTO:
Terminillo Verso il Parco Regionale
Provincia e Regione Unite:
Sviluppo Sostenibile Secondo i Sindacati
Parco e Nuovo Bacino Sciistico
Gli Operatori
L'Atavico Problema dello Sviluppo..
Il Rilancio Turistico
Consiglio Regionale N° 64:
SETTEMBRE:
Progeto per lo Sviluppo
Tutti Responsabili, Nessun Responsabile
Provincia al Collasso
OTTOBRE:
Terminillo si Intravede la Svolta
Consorzio Terminillo
NOVEMBRE:
Sviluppo Sciistico Reatino
1,28 Milioni per il Terminillo
Il Terminillo "Industria del Futuro"?
Terminillo, la Provincia si spacca
Terminillo, Calano le Scolaresche
Parco o Consorzio?
DICEMBRE:
Montepiano, una Pista per lo Sviluppo
Terminillo e Salaria Portino Pazienza
Il Progetto di Leonessa non si Può Fare
1.Leonessa in Umbria!
2.Leonessa in Umbria!
3.Leonessa in Umbria!
4.Leonessa in Umbria!
Turina sulle Verità del Terminillo
Trancassini Vs. Marrazzo
Nato il Comitato Campo Stella
Melilli
Costini
Angeletti Torna a Rieti un Anno Dopo
Chiuso Palazzo del Ghiaccio
Ok della Regione per Impianti a Leonessa
Terminillo, Fontana: «No Voti Demagogici, ma Proposte Serie»
Donato Robilotta Capogruppo SR-GI
AN sugli Impianti Sciistici
MepRadio: Precisazioni PD su Impianti Sciistici
Trancassini a "Il Tempo"
Una Percezione di Rieti Distante
La Politica del Non Fare del Centro-Sinistra Reatino

2008:
GENNAIO:
Addio Funivia....
L'Ira di Leonessa
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